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landogiu
Unregistered User
(9/29/03 8:36 am)
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Bookcrossing
Inizia quest'anno un nuovo tipo di progetto di "lettura on line".
Ognuno di Voi scriverà le sue impressioni su cio' che ha letto e lo pubblicherà qui stimolando la curiosità degli altri.
Ciao a tutti/e:hat

eletam2003
Unregistered User
(9/30/03 12:59 pm)
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ci sono
Allora, Giussè, aggiungo il mio post per farti vedere che ci sono anch'io. Poi sviluppiamo per bene questo discorso, con la speranza che aderiscano in molti!;)

landogiu
Unregistered User
(10/6/03 3:45 am)
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Ok Elena!
Per tornare al sito della scuola:
forumvalle.supereva.it

Marcot
Unregistered User
(10/8/03 6:38 am)
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Saluto
Caro Giuseppe, ci sono anch'io.
Spero di far entrare presto le mie alunne.
Ciao

landogiu
Unregistered User
(10/8/03 11:32 am)
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Grazie boys
...ok Marco...giusto il tempo di organizzarci e partiamo.:rollin

ThebestofsecE
Unregistered User
(10/9/03 1:43 am)
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Primo messaggio
Siamo le alunne della II E SPP (sociopsicopedagogico) di Niscemi e il nostro prof di Psicologia, Marco Trainito, ci ha parlato di questo progetto a cui siamo liete di partecipare.
Nei prossimi giorni inseriremo post su libri e attualità.:hat

Il prof ci suggerisce di scrivere: "Ciao Sfaccìmm", ma noi non sappiamo cosa significa.

Aspettiamo una risposta.

Ciao e a presto.

Danilo Italiano
Unregistered User
(10/10/03 2:18 am)
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Con Hannibal sarebbe tutta un'altra cosa
Ciao sono Danilo della 2 B di Baia e Latina. Volevo segnalarVi il libro indicato in oggetto.Il povero David ha un grosso problema: ci sono dei ragazzacci più grandi di lui che lo tormentano ogni volta che passa nel parco. Così pensa che gli ci vorrebbe proprio un cane, un grosso cane che metta paura a quei ragazzacci. Ma per lui non è facile procurarselo. Troverà uno stratagemma che gli permetterà di mettere a posto quei monelli. Perché a volte la fantasia è l'arma migliore per mettere a posto i prepotenti a avere un nuovo amico che ci protegga e ci faccia compagnia. Compra un grosso collare di cuoio facendo finta di possedere un cagnone cattivissimo.:evil

Noemi Semola
Unregistered User
(10/10/03 2:32 am)
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Harry Potter e il calice di fuoco
Nel quarto episodio della serie infinita, il nostro simpatico Harry é ormai adolescente ed é iscritto qui al quarto anno di studi magici. Di conseguenza é ormai in grado di affrontare pericoli ancora più spaventosi e mortali.

Scampato per miracolo alla terribile morte dei suoi genitori ad opera di Voldemort - dall'eta di un anno era sempre vissuto con una famiglia di Babbani non certo brillanti, i DURSLEY. Gira voce che il terribile personaggio possa tornare in vita. Le autorità della scuola di Hogsworth non smentiscono né confermano. Il preside ALBUS SILENTE non ha voluto fare una dichiarazione e anche il Ministero della Magia si é finora trincerato dietro un "No Comment!".
Come forse ricorderete, quest'anno a Hogsworth é stata indetta una nuova edizione della famosa gara di magia, il TORNEO TREMAGHI, che non veniva disputato da oltre un secolo! Per antica tradizione possono partecipare al torneo solo 3 campioni delle 3 scuole di magia più importanti: quelli di Beauxbatons in Francia, di Durmstrang in Bulgaria e, naturalmente, di Hogsworth del Regno Unito. Tradizione rispettata anche con l'edizione di quest'anno, o perlomeno in parte a causa delle singolari vicende che hanno coinvolto Harry Potter... Egli stesso ha, in effetti, giurato di non aver messo il suo nome nel CALICE DI FUOCO.
Ma non tutti credono alla sua sincerità.
Alcune preoccupanti voci, non confermate, metterebbero addirittura in relazione la partecipazione di Potter a questa gara di magia e gli strani fatti avvenuti nel corso dell'ultimo torneo mondiale di Quidditch, durante i quali - alcuni babbani innocenti rischiarono seriamente di morire e venne proiettato in cielo il terribile marchio di Voldemort. E' la prima volta dopo molti anni che viene visto l'infame marchio dei Mangiamorte! Il Ministero della Magia sta ancora indagando sui responsabili del raccapricciante gesto.
L'episodio termina ovviamnmete con la vittoria di Harry.
Harry sembra molto provato, forse é gravemente ferito!
Ma ecco giungere due illustri membri del corpo docente! :D

Liberato Bilotti
Unregistered User
(10/10/03 4:23 am)
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Il Piccolo Principe
Sono Liberato e frequento la terza A di Roccaromana. Volevo segnalarvi un libro che mi ha consigliato il prof di francese: Il Piccolo Principe di Exupery.
Il Piccolo Principe è un bambino dai capelli d’oro che in vita sua non aveva mai rinunciato ad una domanda dopo averla formulata, un bambino che dopo essere caduto sulla Terra per il desiderio di vedere un pianeta più grande dopo aver visitato tanti altri piccoli mondi, incontra una lunga serie di adulti che gli erano apparsi bizzarri e che si comportavano in maniera illogica. Ogni personaggio appartiene ad un mondo diverso ed è di estrazione sociale diversa. Ad esempio vede un re rimasto solo, senza sudditi a causa della sua ingordigia vestito di porpora e d’ermellino, abituato a dare ordini "ragionevoli", un vanitoso sempre pronto a ringraziare gli ammiratori e tutti quelli che gli davano "buoni" consigli con il suo buffo cappello, un ubriacone che beve nel desiderio di dimenticare la vergogna, un uomo d’affari serio ed impegnato a contare le stelle, un lampionaio ligio ma stanco del suo lavoro, un geografo importante che mancava, però, di esploratori. Tutti quanti gli insegnano qualcosa e tutti lo aiutano a crescere, ma è sulla Terra che il piccolo principe impara il significato di "effimero" e di "addomesticare", comprende che egli solo è responsabile del suo fiore e dei suoi vulcani e decide che il suo posto è nel suo piccolo mondo, che considera migliore perchè in ogni caso la terra era un pianeta troppo violento. Insomma un po' come il fumetto di Charlie Brown, vi si vede il mondo degli adulti con gli occhi dell'infanzia. Leggendo questo libro ho imparato che nella vita puoi imparare da qualsiasi cosa tu venga in contatto. Inoltre non sono sempre i "grandi" a dare dei consigli ai "piccoli", ma anche i piccoli ai grandi.
Un saluto a tutti, attendo con ansia i vostri "passaggi" di libri.
mediaroccaromana.supereva.it


Marcot
Unregistered User
(10/10/03 4:31 am)
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Le due torri
Cari tutti,
avendo letto qui qualche intervento sul film "Le due torri" (secondo episodio de "Il Signore degli anelli"), vorrei fare un'osservazione relativa al titolo e al ‘taglio’ narrativo del film rispetto al romanzo. In quest'ultimo, il volume secondo copre i libri III e IV, dedicati appunto alle “due torri”, cioè rispettivamente quella di Orthanc (covo di Saruman) e quella di Cirith Ungol (covo di Shelob), e il titolo “Le due torri” si giustifica appunto col fatto che il secondo volume racconta due epopee parallele, ovvero i due modi diversi in cui le due “torri” vengono espugnate (la prima con la distruzione di Isengard ad opera degli Ent guidati da Barbalbero, la seconda in un primo momento con la sconfitta di Shelob nel “duello” con Sam e successivamente – ma siamo già nel terzo volume – con la liberazione di Frodo da parte dello stesso Sam). Ora, questo “dittico” nel film scompare, perché finisce prima che Sam e Frodo arrivino sotto Cirith Ungol e nella tana di Shelob, la mostruosa “Lei” cui allude Gollum nell’ultimo dialogo col suo “immaginario interlocutore che si serviva della sua voce, facendola però squittire e sibilare” (SdA, II, iv, 2, p. 766). Peraltro, con le sue frequenti inquadrature della Torre Oscura di Sauron (Barad Dur), il film lascia intendere allo spettatore ignaro che le “due torri” siano Orthanc e Barad Dur, e questa sarebbe una confusione ancora più inopportuna di quella paventata dallo stesso Tolkien, il quale temeva che si identificassero le due torri con Minas Tirith (il Bene) e Barad Dur (il Male). Ecco perché il titolo “Le due Torri” non gli piaceva: “Non sono molto felice del titolo ‘Le due torri’. Deve riferirsi, se esiste un vero riferimento, a Orthanc e alla torre di Cirith Ungol. Ma dato che si parla così tanto dell’opposizione fra la Torre Nera [Barad Dur] e Minas Tirith, tutto diventa confuso. In realtà, naturalmente, non c’è nessun vero legame fra i libri III e IV, se staccati e presentati come volumi separati” (Lettera a R. Unwin, 22-1-1954, in “La realtà in trasparenza. Lettere 1914-1973”, Bompiani 2001, p. 197).

Ciao.

Tommasina Pecoraro
Unregistered User
(10/10/03 4:39 am)
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Piccole Donne
Siamo due allieve di Roccaromana e ci chiamiamo Sabrina Cristobal e Tommasina Pecoraro . Ci sentiamo di consigliarvi la lettura di Piccole donne un romanzo che sembra appartenere al genere rosa, ma che in realtà prelude al femminismo.
Si parla di quattro bambine e della loro mamma. Il loro papà era partito per la guerra e loro erano molto povere.
La mamma lavorava tutti i giorni per mantenere le bambine, anche il giorno di Natale e loro si lamentavano perchè non ricevevano regali a Natale e anche perchè non potevano stare con tutta la famiglia riunita.
Non ricevevano mai lettere dal padre e pregavano ogni sera per avere sue notizie.
La bambina più piccola non sapeva che il padre era partito in guerra, credeva che fosse al lavoro, e tornasse alla fine di ogni mese quando lei dormiva.
Un giorno la madre non lavorò ed andò a comprare dei regali con i soldi che aveva guadagnato.
Le bambine, quando ricevettero questi regali, erano contentissime. Tra loro si divertivano tantissmo e con poco. Quando diventarono piu' grandi ed in età da marito la mamma , cucì loro con le proprie mani dei vestiti , in modo che potessero partecipare alla festa del paese. Erano bellissimi...la piu' giovane però si verso' addosso una limonata e la sera non potè andare al ballo. Le altre la deridevano perchè era così sbadata. Insomma per la prima volta abbiamo potuto leggere una serie di avvenimenti "presi" dalla vita quotidiana, ma che nell' economia del racconto assumono un diverso significato. Un libro "vecchio", ma che per determinati aspetti è attualissimo , in quanto determinate situazioni sembrano ripetersi nella nostra vita di piccole donne di paesini di provincia.
Ciao a tutti


landogiu
Unregistered User
(10/10/03 4:44 am)
Reply

Indirizzo diretto del forum
Per Marco, Elena e tutti/e coloro che vorranno partecipare a questa interessante iniziativa:
l'indirizzo diretto del forum è:
pub34.ezboard.com/fschool30156frm2

Copiatelo e inseritelo nei preferiti.

Un saluto da Roccaromana
:hat
mediaroccaromana.supereva.it

Antonella Carfora
Unregistered User
(10/11/03 1:35 am)
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La Signora delle Camelie
Siamo Antonella Carfora e Anna Angelone della 3A di Baia e Latina. Noi invece abbiamo letto "La Signora delle Camelie" di Alexandre Dumas figlio. Si parla dell' amore infelice e "scandaloso" tra la démi-mondaine Margherita Gautier e Armando Duval, giovannotto "bene". Il romanzo a suo tempo suscitò lo sdegno dei benpensanti per il tema trattato , ma in maniera piu' sincera e lo sdegno era stato suscitato per il modo in cui era denunciata l'ipocrisia del ceto borghese. Margherita era una cortigiana "corteggiata" da ogni tipo di uomo, sposato e non. Un giorno conobbe Armando . Fu un colpo di fulmine . Tuttavia il padre di Armand osteggiava questo amore. I Duval erano molto ricchi e Margherita godeva invece di pessima fama. Il padre doveva inventare uno stratagemma e mandò una lettera a Margherita rivelandole che Armand era sposato. Margherita in preda al dolore lascia Armand.Dopo un pò di tempo si ammala del piu' classico dei mali letterari: il "mal sottile" e in breve tempo muore. Armand che non sapeva nulla andò a trovarla...la trovò morta.Questo libro ci ha ribadito che una storia d'amore può far soffrire moltissimo e in alcuni casi può condurre persino alla morte.Il libro è ancora attualissimo perchè il problema delle differenze sociali è ancora molto sentito.:hat

ThebestofsecE
Unregistered User
(10/11/03 2:45 am)
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Il Giovane Holden
IL GIOVANE HOLDEN

Scritto da J. D. Salinger, questo libro è considerato umanamente “una porta aperta” per comprendere la psiche di un adolescente che come tutti quelli della sua età fa sogni e idealizza desideri senza limiti, non pensando bene alle conseguenze. Holden sogna una vita tutta sua, si fa cacciare dall’istituto dove studiava e non vorrebbe più tornare a casa.
Appena uscito dalla scuola s’imbatte in facili amicizie e sregolatezze di qualsiasi genere; egli non ama la società che ha davanti e cerca di cambiarla vivendo liberamente e lasciandosi alle spalle il pensiero degli altri. Non sente il bisogno di nessuno tranne che della sua sorellina Phoebe che lo appoggia in ogni suo pensiero. Holden, infine, vuole partire per un altro paese dove non conosce nessuno, per vivere indipendente.
Fortunatamente anche questa volta arriva Phoebe che gli fa chiarire le idee convincendolo a non commettere errori irreparabili.
Il libro racconta attraverso i ricordi di Holden, le sue disavventure che, un anno dopo, ripensa con tenerezza gli episodi successi in passato, riuscendo a sentire la mancanza anche di persone che aveva odiato. Sullo sfondo sono sempre presenti i problemi di ogni adolescente che cerca di cambiarli con sogni irrealizzabili ma per lui di vitale importanza.

Maria Grazia Liberto, II E SPP Niscemi

eletam2003
Unregistered User
(10/14/03 6:04 am)
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partiamo presto anche noi
Ciao a tutti! Siamo quasi pronti anche noi della III A Geometri dell'Istituto di Istruzione Superiore "Meucci" di Casarano. Cominciamo sabato mattina a lasciare qualcosa!

forumvalle
ezOP
Posts: 37
(10/14/03 12:59 pm)
Reply

Sfaccimm
Care Ragazze dell' ottimo prof. Trainito..."sfaccimm" in dialetto partenopeo vuol dire "persona scaltra" insomma è come dire "uno che non se la fa fare".
Tanto dovendoVi care ragazze...:salutatemi il prof.:p

ThebestofsecE
Unregistered User
(10/16/03 11:36 pm)
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Il Piccolo Principe
IL PICCOLO PRINCIPE

Un posto nella classifica dei libri più belli che ho letto, è sicuramente dedicato a “IL PICCOLO PRINCIPE” scritto nel 1943 da Antoine De Saint-Exupéry .
Un libro che consiglio, perché mi ha fatto capire come con la crescita noi, in un certo senso, mettiamo di lato la fantasia e ci occupiamo solo di cose concrete che riguardano il lavoro, gli affari, ecc….
Ora, non dico che queste cose col tempo non debbano assumere un posto importante nella nostra vita, solo che non dovremmo dimenticare quell’aspetto dell’infanzia che è la fantasia. Infatti, l’autore ci fa un esempio: dice che quando era piccolo vide in un libro sulla foresta primordiale un disegno che rappresentava un serpente boa che mangiava un animale. Dopo una lunga meditazione sulle avventure della giungla, fece il suo famoso disegno numero uno. Tutti (compresa me) ci vedevano un cappello, in realtà il bambino aveva disegnato un boa che digeriva un elefante. Di fronte all’incredulità degli adulti egli si trova disarmato e perde per sempre la fiducia nel suo talento di pittore.
Ecco ciò che deve far riflettere, il fatto che a volte i grandi bruciano per sempre le ali all’immaginazione dei piccini con il loro ostinato senso di concretezza e rifiutano ogni mondo che non sia il “loro” mondo.
Il Piccolo Principe ci regala, invece, un’astronave in grado di portarci diritto sul pianeta fatato della nostra fanciullezza.

Giada Cicero II E
Socio-psico-pedagogico

QuintaDSPPNiscemi
Unregistered User
(10/22/03 12:56 am)
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NEVE di M. Fermine
Avete mai letto un libro capace di farvi sentire dei funamboli sul filo teso della vita? No? Non avete mai letto NEVE di Maxence Fermine!       
L’autore è un trentenne nato ad Albertville e, data la bellezza della sua opera, ci si stupisce ad apprendere che NEVE è solo (si fa per dire ) il suo primo tentativo.       
Il romanzo, dal candore e dalla delicatezza inaudite, è ambientato nel Giappone della seconda metà del 1800. Paese, questo, fortemente ancorato alle ancestrali tradizione e valori, tutto intriso di saggezza e volto ad ascoltare la voce interiore, si presenta come terreno fertile per una narrazione così magica.
NEVE è, infatti, capace di far fluttuare lo spirito di chi legge in uno stato di pace pura e semplice.
Yuko, un giovane poeta ispirato, nei suoi “haiku”, dalla neve candida che ricopre i paesaggi invernali della sua terra; imparerà “il colore” da Soseki, un samurai che ha consacrato la sua vita all’arte e all’amore. Neve è una funambola dalla bellezza diafana e Fiocco di Primavera è una figura che, nonostante le rare e brevi apparizioni, è molto importante.
Questo susseguirsi rapidissimo di personaggi e fatti, il prevalere del bianco e la tensione al colore, fanno assomigliare NEVE, per le sue caratteristiche, ad un prisma: energia fortissima bianca e incolore attraversa la storia e per un processo di maturazione si staglia in un arcobaleno dai colori nitidi e vivaci.
Lo stile narrativo si adegua perfettamente al racconto: efficace, incisivo e ad un tempo delicato e raffinato; unisce l’immediatezza alla capacità di suscitare emozioni. Si presta benissimo, quindi, alle cosiddette “letture giovanili”; infatti, di fronte alla semplicità misteriosa di questo libro, a poco valgono gli artifici retorici di autori tanto illustri quanto complicati ed ostici per animi semplici. Perché …

Ci sono due specie di persone.

Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono.

E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita.

Ci sono gli attori.

E ci sono i funamboli.

___________
FRANCESCA VERDURA - V D SPP - NISCEMI

Marcot
Unregistered User
(10/22/03 7:28 am)
Reply

Ancora su NEVE
Prima un chiarimento. Come spiega lo stesso Fermine nella prima pagina del libro, "l'haiku è un genere letterario giapponese. E' una breve poesia di tre versi e diciassette sillabe. Non una di più". Dei numerosi haiku che Yuko scrive (per la precisione 77 per ogni ogni inverno), Fermine ne riporta tre nell'undicesimo capitolo (altri, e di altri autori, ne compaiono in testa ad alcuni dei capitoli iniziali):

1.
Neve limpida
Passerella di silenzio
E di belleza.

2.
Musica di neve
Grillo d'inverno
Sotto i miei passi.

3.
Donna accovacciata
Che urina e fa sciogliere
La neve.


Scrivo questa nota adesso, perché stamattina, quando ho inserito il post di Francesca, non avevo ancora letto il libro.
Vi confesso che sono ancora stupito ed emozionato per il regalo che mi ha fatto questa ragazza, che conosco da meno di un mese (ho preso la sua classe solo quest'anno, che è anche l'ultimo). Quando le ho proposto di preparare una piccola recensione a un libro da inserire in questo forum, lei ha subito pensato a Neve, che io non conoscevo. Stamattina si è presentata col dischetto contenente il file di Word postato sopra e con il libro, perché voleva che lo leggessi anch'io. Trattandosi di un testo molto breve (comincia a pag. 11 e finisce a pag. 107: sono 54 capitoli brevissimi, praticamente delle poesie in prosa, se mi passate l'ossimoro), e avendo 2 ore buca, l'ho letto immediatamente a scuola, e vi giuro che sono rimasto impressionato dalla incredibile bellezza di questa opera-prima. E se ve lo dice uno che è un lettore abbastanza navigato e che - proprio perché credeva, a torto, di non dover avere più molte aspettative dalla fantasia letteraria - ultimamente si è buttato sull'opera omnia di uno come Bukowski, che notoriamente fa strame di ogni tentazione lirica e fantastica, ci dovete credere.

Ecco: vi ho raccontato un bell'esempio, credo, di scambio inverso di emozioni culturali, nella speranza che vi convinciate (nel caso aveste dei dubbi) che anche vecchi lupi di mare come i professori hanno molto da imparare da voi ragazzi persino sul loro stesso terreno.

Ciao.

Claudia Guadagno
Unregistered User
(10/25/03 10:03 am)
Reply

I Sentieri si tracciano camminando
Sono una ex allieva della scuola media di Pietramelara e volevo segnalarVi questo libro di Jacobs-Stewart Thérèse edito da Corbaccio costo 13.50 €. Non è una guida per alpinisti come potrebbe far pensare il titolo, ma un manuale per trovare nuove strategie emotive scritto da una psicologa americana. Il manuale propone un percorso mentale per cambiare i pensieri che impediscono di stare meglio con se stessi. Per gustarsi ogni attimo è necessario vivere tutto quello che capita domandandoci se ci va bene e se non è così cercando delle scorciatoie che ci appaghino. E poi passare all'azione. Insomm l'antico motto del "qui ed ora". Un esempio: se ho voglia di imparare le lingue invece di considerarlo un proposito per il futuro mi devo dar da fare subito per familiarizzare con la lingua, magari andando a comprare le riviste o le cassette con i film in lingua o consultando questo stesso sito nello spazio dedicato agli indirizzi utili...poi quasi di sicuro mi iscriverò al corso. Insomma il "qui e ora" si puo' applicare sempre.
U saluto

ThebestofsecE
Unregistered User
(10/27/03 2:55 am)
Reply

Se questo è un uomo
SE QUESTO E’ UN UOMO

“Se questo è un uomo”, pubblicato nel 1947, è stato scritto da Primo Levi già dai primi mesi di prigionia nei lager di Auschwitz.
Lui comincia a raccontare questi orribili fatti sentendosi fortunato perché quasi nessuno aveva avuto la fortuna di tenere in mano una matita per poter scrivere, ma era fortunato soprattutto perché i tedeschi in quel periodo avevano bisogno di una manodopera e quindi non uccidevano subito le persone… poi la sua laurea in chimica fece il resto.
In questo libro, di compostezza già classica, Levi racconta come un uomo perde la dignità giorno per giorno nei campi di sterminio dei tedeschi. Ogni uomo viene considerato un oggetto, una macchina, che deve resistere al gelo, alla fame e allo sfruttamento nel vero senso della parola.
Primo Levi di questi suoi scritti fa una testimonianza e se vogliamo quasi un diario… sì, proprio un diario, anche se un po’ speciale, particolare, dove descrive l’inferno vissuto in prima persona, lottando per la vita. Molte persone hanno visto avanzare la morte sempre più vicina a loro, ma non hanno potuto fare niente per salvarsi.
Levi, non appena arrivato in Italia, continua il suo libro grazie ai ricordi che ha impressi in mente e che non potranno mai cancellarsi.
Molto significative le pagine in cui gli uomini recuperano un po’ della loro memoria e della loro umanità leggendo la “Divina Commedia”, e in particolare il famoso canto di Ulisse nell’“Inferno”, dove l’eroe greco incita i suoi uomini a riprendere il viaggio dicendo: “Nati non foste per viver come bruti/ ma per seguir virtute e conoscenza”.

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