Le Pari Opportunita'
Abbiamo aperto il nuovo forum sulle Pari Opportunit? Aspettiamo i tuoi interventi.
CiaoEdited by: forumvalle at: 12/11/02 2:25:02 pm
Con la presente intendo informare coloro che interverranno nel forum che si è costituito, con delibera G.R. n° 6484, un Comitato di esperte per la progettazione, elaborazione, definizione, promozione e diffusione di linee guida di indirizzo per il mainstreaming ed empowerment di genere nei processi educativi e formativi.
Tenuto conto della necessità di accogliere la prospettiva di genere quale criterio guida nella costruzione dei processi e dei percorsi di istruzione e formazione, il Comitato ritiene opportuno procedere, in una prima fase del suo mandato, ad una serie di incontri seminariali da tenersi nelle città di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno allo scopo non solo di operare un primo censimento delle esperienze più significative nell’ ambito delle P.O., ma soprattutto di avviare una riflessione sui saperi, favorendo la costruzione di reti fra scuole , referenti di Pari Opportunità, associazioni e aziende operanti sul territorio a vari livelli nel campo dell’istruzione e della formazione.
Ad Avellino e a Napoli sono già stati effettuati degli incontri in riferimento al tema proposto e il 4 giugno 2002 dalle ore 16.00 e presumibilmente fino alle 19.00 nell’ Aula Magna dell’ Istituto “A. Manzoni “ si procederà all’incontro seminariale nella città di Caserta.
Coloro che vorranno partecipare potranno dare il loro contributo.
Saluti
Il Gruppo di Lavoro
liforumdellescuole
Unregistered User
(12/9/02 1:56 am) Reply
Sintesi dibattito 04.06.02
La Presidente della Commissione P.O. dell’Amministrazione Provinciale di Caserta dott.ssa Gaetana Conti porge un saluto alle intervenute ed un ringraziamento per averle dato l’occasione di incontrare un pubblico attento e sicuramente qualificato ad affrontare tematiche funzionali all’affermazione della donna nella società. Sicuramente, oggi, molte donne sostengono che la loro condizione di vita sia migliore di quella delle loro nonne e, persino, delle loro madri, non soltanto dal punto di vista socio-economico-sanitario ma soprattutto come possibilità di scelte autonome relativamente alla vita personale, alla procreazione e all’accesso alle opportunità formative; tuttavia, non si può ancora parlare di pari opportunità poiché permangono grosse difficoltà dovute alla suddivisione, totalmente squilibrata, del “lavoro di cura” che pesa interamente sulle spalle delle donne e dei ruoli decisionali i quali sono, quasi tutti, nelle mani degli uomini. La grandezza di una nazione risiede anche e soprattutto nella capacità di investire nelle risorse umane di cui dispone e di saperle valorizzare opportunamente, siano esse donne o uomini. La promozione della parità tra donne e uomini ha trovato ampi consensi nell’universo europeo il quale concorda nel considerare il raggiungimento della parità un momento imprescindibile di dignità e di giustizia ed un contributo al miglioramento della qualità della vita. Occorre, quindi, lavorare affinché l’effettiva parità sia non solo dichiarata ma socialmente promossa e accettata. La Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Caserta si muove per realizzare la diffusione della cultura della parità attraverso l’adesione dei membri della Commissione a vari gruppi di lavoro sulle seguenti tematiche:
1. Donne e Lavoro – Artigianato e imprenditoria
2. Operatività della donna nella realtà di Terra di Lavoro
3. Coinvolgimento della donna nella realtà della Provincia di Caserta a livello istituzionale, sociale, politico e associativo
4. Diffusione della cultura delle pari opportunità nell’ ambito della formazione
5. Politiche sanitarie: donna salute e prevenzione
E a gruppi di studio:
1. Sostegno alla produzione legislativa di specie
2. Progetti F.S.E.
Inoltre la Commissione, in occasione della festa della mamma l’8 maggio ultimo scorso, ha organizzato un convegno che ha registrato ampi consensi dal titolo “Donna e madre oggi” in cui, tra l’altro, si è discusso delle difficoltà di approccio con la realtà umana, sociale e lavorativa delle ragazze-madri.
Nell’informare che la sistemazione logistica della Commissione è presso i locali della Provincia dove, con orario stabilito, sarà possibile ricevere il pubblico e che presto disporrà di uno spazio nella pagina web della Provincia la Presidente conclude l’intervento citando una massima di Gail Sheely :If we don’t change, we don’t grow.If we don’t grow, we aren’t really living.
Occorre che la società, se vuole crescere, deve saper cambiare. In breve, senza cambiamento non
vi può essere crescita e, quindi, vita.
La Consigliera di Parità dell’Amministrazione Provinciale di Caserta dott. Liliana Trovato inizia il suo intervento ricordando all’assemblea che anche se gli anni del femminismo acceso sono ormai alle spalle, non lo sono tutti i problemi che quel movimento con una grande passione sollevava. In un contesto nel quale la normativa sulla parità uomo?donna sembra essere tutta scritta, il ruolo della Consigliera di Parità può suscitare qualche interrogativo. La dott.ssa si sente di paragonare il ruolo da lei ricoperto a quello del difensore civico che in un tempo di civismo e di democrazia è l'espressione più alta della democrazia popolare. Quello della Consigliera di Parità lo è altrettanto. L'ultima conquista della parità è appena di ieri e ha espresso la sua forza, quella soprattutto delle donne, con la modifica dell'articolo 51 della Costituzione votata dal Parlamento nella seduta del 7.3.2002. Un evento, questo, che non va ascritto come conquista delle donne - sarebbe riduttivo ? ma come maturata democrazia del Paese. Democrazia significa soprattutto vivere le leggi, rispettarle, realizzarle nel quotidiano. Significa passare dalla teoria alla prassi. Apparentemente le porte sembrano aperte alle donne in ogni settore, molto cammino è stato fatto, ma ancora ci sono donne sottopagate, datori di lavoro che, lungi dal riconoscere il valore sociale della maternità, privilegiano il lavoratore maschile, ancora piccoli e grandi agguati da parte del maschio sono rivolti alle donne nei luoghi di lavoro, perfino il mobbing è messo in campo come forma di isolamento e di esclusione. La Consigliera ritiene che sia importante passare dalle conquiste legislative al rispetto legislativo, dal libro dei codici al libro delle coscienze, dalla universalizzazione delle norme alla concretezza del quotidiano. Un cammino che sembra agevole, ma che è tutto in salita. Un cammino per il quale occorre tutto l'impegno della donna, la sua fede, la sua imprenditorialità duttile che la distingue nella famiglia, nei luoghi del lavoro e delle decisioni. I luoghi delle decisioni ancora troppo vuoti di donne, dove la loro presenza urge, ma non per accamparsi quanto per dare equilibrio e pari risorse al vivere sociale e politico della comunità. E' questa la condizione vera per lo sviluppo e per il benessere di tutti.
La prof.ssa Ida Alborino, componente del Comitato Tecnico Scientifico per le Pari Opportunità del CSA di Caserta, docente dell’ISISS “Manzoni” esprime la propria convinzione che l’attuale momento storico, con l’accentuarsi di spinte secessioniste e conservatrici in Europa e con il riemergere di forme di lotta politica e di ideologie tradizionaliste, contiene il pericolo del riaffiorare di fenomeni di discriminazione nei confronti delle donne e di un arretramento sul piano dei diritti di eguaglianza democratica anche nei paesi occidentali, dove maggiori sono state le conquiste delle donne negli ultimi decenni.E’ per questo motivo che non si deve abbassare la guardia e perdere di vista quelli che sono stati gli obiettivi di una lunga lotta democratica per la parità dei diritti delle donne, ma, in generale, dei gruppi sociali più deboli e delle minoranze.
Se è vero, infatti, che l’allargamento del mercato e della società dei consumi di massa hanno equiparato, di fatto, i generi, è anche vero che nei momenti di crisi si tende a riportare nel privato le donne ed a riproporne i ruoli tradizionali, non favorendo per esse le occasioni di emancipazione e di nuova formazione. Di qui l’importanza di questo seminario che, facendo leva sul mondo della scuola e dell’associazionismo, quali fattori centrali della crescita civile e umana, propone nuove forme di sviluppo della democrazia e della integrazione della donna nella società , nella politica e nella famiglia, attraverso percorsi progettuali avanzati nel campo della cultura, della formazione e dell’imprenditoria, destinati, in particolare, alle nuove generazioni, ma anche a quelle donne che, nei momenti di riflusso, vengono poste ai margini dei luoghi decisionali ed espulse dal mondo del lavoro. La prof.ssa ricorda che l’Italia ha appena il 9,2 % di presenze femminili in Parlamento ( ma il discorso riguarda anche la quasi totalità delle amministrazioni dei comuni e degli enti locali), per cui è all’ultimo posto in Europa ed è al 69° nel mondo, preceduta da tutti i paesi del nord Europa, ma anche da molti paesi dell’Africa e dell’Asia, quali il Congo o il Laos.Anche per questi motivi è importante che la Regione Campania, attraverso comitati territoriali, promuova l’informazione e la sensibilizzazione della pubblica opinione su queste tematiche.
La dott.ssa Govanna Abbate responsabile dip. P.O. CGIL Caserta, Presidente uscente della Commissione C.P.O della provincia di Caserta ritiene che monitorare nella nostra Regione, nell'ambito delle politiche di "Mainstreaming ed empowerment", " le cose fatte" e”le cose da fare", sia quanto mai opportuno, tenuto conto di una sorta di misoginia di ritorno, quanto mai diffusa in questa fase storico?politica, nel nostro paese, così contrastante con i grandi processi di affermazione delle donne in tutti i campi. Non siamo più all'anno zero e, per parlare della provincia di Caserta, dal 90 ad oggi si sono moltiplicate esperienze originali ed impegnate di "gruppi organizzati" di donne, fuori e dentro le istituzioni, nei luoghi di lavoro, nei piccoli comuni, nelle grandi città. Si è affermata , come novità significativa sul piano sociale e politico, una rete di consulte, commissioni, comitati che si sono aggiunte alle numerose associazioni femminili, con una storia consolidata alle spalle già operanti sul territorio. Tutto ciò ha determinato, in particolare negli ultimi anni, una crescita dell'attenzione dell'opinione pubblica e dei partiti politici al problema della necessità della presenza delle donne nelle istituzioni, in politica e nel governo della cosa pubblica, con risultati apprezzabili sul piano dello stesso riequilibrio della rappresentanza rispetto solo a qualche anno fa.
Il lavoro fatto dalla Commissione P.O. della provincia nell'ultimo decennio, a livello territoriale, come pure quello del Comitato P.O. del Provveditorato nella scuola, ha dato a questi risultati, un notevole contributo. Si tratta di una significativa esperienza di lavoro sui filoni della formazione, le politiche sociali, la salute, il riequilibrio della rappresentanza, condotta con spirito unitario fra tutte le componenti della commissione, al di là delle appartenenze politico ? partitiche e provenienze culturali diverse.
La prof.ssa Maria Carmela Caiola ,Presidente di Italia Nostra e unica donna eletta nelle ultime elezioni amministrative a Caserta pone l’attenzione su un forte elemento di disuguaglianza presente nello scenario politico italiano: la distribuzione dei ruoli decisionali per nulla rappresentativa della realtà sociale con una limitata presenza parlamentare delle donne, poche sindache, poche donne alla presidenza delle regioni. Siamo di fronte ad una contraddizione di fondo fra la dinamicità dell’esperienza e delle nuove competenze femminili e il permanere di ostacoli che impediscono l’accesso ai luoghi decisionali e alla rappresentanza politica. L’appello è alle donne affinché si candidino per ricoprire ruoli di governo, ma soprattutto alle elettrici affinché votino le donne.
Sintesi dibattito 04.06.02 parte 1
Sintesi dibattito 04.06.2002 Caserta parte I
Apre i lavori la moderatice, prof.ssa Rosanna Pecchillo,componente del Comitato per “Mainstreaming ed Empowerment di genere nei processi educativi e formativi” che, dopo aver salutato i presenti ringraziandoli per aver aderito all’iniziativa in maniera così massiccia ed espresso gratitudine al Dirigente Scolastico dell’Istituto ospitante per aver consentito l’utilizzo dell’Aula Magna, presenta le altre esperte del Comitato intervenute: la prof.ssa Ida Fornario, coordinatrice, la prof.ssa M. Antonietta Selvaggio, relatrice, la prof.ssa Giovanna Borrello, la prof.ssa Repole Rosa Anna. Ringrazia inoltre per aver accettato l’invito i rappresentanti istituzionali: la presidente della Commissione P.O. dell’Amministrazione Provinciale di Caserta, dott.ssa Gaetana Conti, la Consigliera di Parità dott.ssa Liliana Trovato, la referente per le P.O. dell’Ufficio Scolastico Regionale, prof.ssa Marinella Gargiulo, la dott.ssa Adele Maglione in rappresentanza della dott.ssa Luisa Minniti, dirigente delle P.O. presso la Regione Campania.
La moderatrice pone l’attenzione sull’importanza dell’educazione e della formazione e sul diritto di tutti a crescere e vivere in un ambiente che rispetti l’identità di genere e personale ed offra strumenti per conoscersi e conoscere nella complessità della vita di relazione, garantendo libertà di scelte ed equilibrata attribuzione di potere e responsabilità ad uomini e donne. Ricerca di identità e relazioni ricche e consapevoli sono momenti fondanti della crescita e la scuola deve contribuire a creare le condizioni perché si formino forti identità femminili e maschili che non temano o prevarichino l’altro/a, ma lo/a conoscano, lo/a rispettino e sappiano esprimersi nella relazione e nello scambio.
Nel ricordare che nel corso del corrente anno scolastico il CSA di Caserta ha promosso con il Comune e l’Istituto d’Arte un progetto provinciale P.O. “Le ragioni delle donne” che ha raggiunto il suo momento di massima visibilità con la manifestazione “Caserta città di Donne” dal 4 all’8 marzo con mostre didattiche dei lavori prodotti dalle studentesse e dagli studenti, forum e dibattiti a tema, la moderatrice saluta le componenti del C.T.S. per le P.O. presenti in sala: prof.sse Ida Alborino, Adele Cozzella, Marisa Mattiello, Nadia Verdile.
Intervento di apertura della coordinatrice prof.ssa Ida Fornario
Relazione della prof.ssa Maria Antonietta Selvaggio
parte III
Sintesi dibattito 04.06.2002 Caserta parte III
Si passa poi agli interventi esperienziali nel campo della formazione e dell’educazione operanti sul territorio.
Suor Rita Giarretta, Casa Rut “Insieme per liberare la speranza”, Suore Orsoline di Caserta parla di come la comunità che opera a Caserta dal 1995, fedele alla sua missione specifica e in risposta alle provocazioni e alle sfide che la storia oggi ci pone,ha attivato un servizio di accoglienza "Casa Rut" (articolato in strutture di 1^ e di 2^ accoglienza con una disponibilità di 15/16 posti letto) per donne straniere, sole o con figli, che vivono gravi situazioni di difficoltà e/o sfruttamento in seguito al ripugnante fenomeno della 'tratta di esseri umani' che riduce in schiavitù tante donne e bambine/i stranieri provenienti dai paesi poveri in particolare dall'Est Europa e dall'Africa. Il servizio di accoglienza, che realizza percorsi di protezione e di accompagnamento personalizzato: umano?psicologico, sanitario, scolastico, legale, professionale e sociale, tende ad offrire a ciascuna giovane accolta pari opportunità per una concreto ed effettivo percorso di inclusione sociale sia nel nostro territorio che, in maggioranza, in altre parti d'Italia, particolarmente nel Nord, dove ci sono maggiori e diversificate opportunità di lavoro in regola con giusta retribuzione. L'accoglienza è solo un aspetto dell’ impegno della comunità che tende continuamente a coinvolgere il territorio attraverso un lavoro di rete e in rete e nel realizzare una costante attività di informazione, sensibilizzazione e formazione sia in ambito locale che nazionale.
La suora crede che la lotta al 'traffico di esseri?umani' che rende oggi, nel 3° millennio, tante donne e bambini stranieri in condizione di schiavitù è anzittutto una sfida educativa e culturale anche e soprattutto per quanto riguarda il versante della domanda e cioè il cliente (circa 9 milioni).
Ritiene infatti indispensabile incidere a livello culturale affinchè il rispetto della diversità e il riconoscimento dei diritti e della dignità di ogni persona diventino fondamento del nostro essere e del nostro vivere civile.Di fronte a questo grave fenomeno che, come donne e non solo, ci indigna profondamente sarebbe un comportamento da ipocriti e da irresponsabili pensare di risolverlo rimuovendo tale fenomeno dalla nostra vista e relegando le “vittime", donne e minori stranieri, in appartamenti protetti o nei cosidetti eros center.L’ impegno assiduo e appassionato della comunità è sul fronte dell'accoglienza, della giustizia e della difesa dei diritti umani credendo che, con l’impegno consapevole e responsabile di tutti, scuola compresa, “ insieme è possibile liberare la speranza" restituendo a queste donne e ai minori la loro dignità di persone, la loro vera immagine di figli di Dio.
La dott.ssa Francesca Borruso rappresentantente dell’Associazione Spazio Donna rende noto che Spazio Donna di Caserta opera sul territorio grazie al contributo di volontari, con il centro di ascolto “Telefono rosa” e con il centro di accoglienza e ospitalità per donne in difficoltà e per i loro figli minori, chiamato Nidorosa. Scopo dell’associazione è la costruzione di un percorso formativo che abbia come obiettivo la presa di coscienza da parte della donna della sua condizione esistenziale e delle difficoltà e dei limiti che impediscono la realizzazione di una riprogettazione esistenziale dove l’autonomia e le scelte consapevoli e non etero-imposte abbiano cittadinanza.Tra i metodi utilizzati in questo progetto di cambiamento spiccano i metodi narrativi. Infatti, ricomporre i frammenti della propria storia di vita consente al soggetto di ricostruire la propria storia e identità individuale grazie alla c.d. “bilocazione cognitiva” che lo porta a separare il sé che si racconta dal sé che ha vissuto. Mentre il soggetto racconta la propria vicenda, nella somiglianza e dissomiglianza rispetto ad altre analoghe storie, il suo romanzo evidenzia anche una trama (un’identità) tutt’altro che risolta. Il lavoro di gruppo consiste nella paziente opera di ricostruzione di questa narrazione in collaborazione con colei o colui che si raccontano. L’operatore attraverso l’ascolto della narrazione, sollecita la nascita o la rinascita dei molteplici sé di chi gli sta dinanzi, il quale raccontandosi, vivrà un’esperienza autoconoscitiva particolare, perché senza avvedersene, andrà parlando dei molti sé di cui è un inconsapevole autore: il sé della memoria, il sé della ricerca delle condizioni materiali di sopravvivenza, il sé delle manifestazioni più banali e quotidiane, il sé delle sue credenze e incertezze, con i figli, col marito maltrattante , il sé alla ricerca di un sé.E’ importante che l’operatore in ascolto dell’altro, riesca ad ascoltare profondamente l’altro, decentrandosi, mettendosi fra parentesi, in epochè come diceva Husserl, in ascolto antropologico dell’altro.
Lo spazio del racconto è l’unico, il più vero ed affettivo luogo pedagogico di apprendimento dove si sperimenta libertà, conoscenza di sé e degli altri, memoria per se stessi e per il gruppo, possibilità di sognare e progettare il cambiamento:la parola diventa azione, azione educativa.
La prof.ssa Giuseppina Parillo, docente dell’Istituto Autonomo Comprensivo di Bellona ha preso la parola per riferire brevemente sul progetto "Una scuola differente per educare alla relazionalità" destinato agli alunni e alle alunne delle classi seconde della scuola elementare di Bellona (realizzato in orario curriculare, utilizzando la quota del 15% di flessibilità del monte orario disciplinare, nei mesi Marzo/Aprile/Maggio) ed inoltre per avere confronti e suggerimenti.
Il progetto è nato dalla consapevolezza che il processo di trasformazione dei ruoli sessuali non può non riguardare gli obiettivi di formazione della personalità dei soggetti che portano nella scuola le loro differenze tra cui, quella di genere,appare come originaria.Le attività realizzate hanno cercato di evidenziare l'importanza della valorizzazione della differenza di genere, intesa non solo come differenza tra le altre differenze, ma come punto ineludibile del processo di formazione della personalità infantile prima e poi adulta. Tra le attività proposte è risultato di rilevante importanza il lavoro di scrittura, finalizzato ad acquisire e ad analizzare gli elementi di grammatica "sessuata" relativi al genere dei nomi e al plurale delle parole. Lavorando con il plurale in presenza di parole maschili e femminili e concordando al "maschile" le docenti coinvolte nel progetto hanno provato a spingere la riflessione, per trovare una o più risposte che giustificassero l'uso della "regola".
Anche nell'incontro seminariale il riferimento alla grammatica e alla lingua parlata ha immediatamente aperto una discussione sull'importanza del linguaggio inteso come veicolo di cultura e, dunque, di potere. L'obiettivo di realizzare una piena "cittadinanza femminile" accanto a quella maschile passa,quindi, attraverso le maglie di un codice linguistico che necessita di essere indagato e forzato a "parlare" di una cultura femminile che vuole diventare visibile e far sentire la sua voce.
La prof.ssa Nadia Verdile, componente del Comitato Tecnico Scientifico per le Pari Opportunità del CSA di Caserta e una rappresentanza di allieve/i della II A Sperimentale dell’Istituto Statale d’Arte “San Leucio” hanno illustrato il lavoro interdisciplinare “Le ragioni delle donne” esprimendo il loro interesse nell’aver realizzato un progetto che ha avuto lo scopo di coinvolgere, attraverso le varie discipline curricolari e i laboratori pomeridiani, le studentesse e gli studenti dell’istituto, partendo da un excursus nella storia femminile nei secoli per giungere ad un più approfondito studio della storia delle donne nel corso del secolo che è appena trascorso.La prof.ssa Nadia Verdile ritiene indispensabile elaborare progetti sulle P.O. per dare l’opportunità alle ragazze/i di confrontarsi tra di loro su tematiche date per scontate e che sono invece, per molti giovani e tanti adulti, ancora tabù. Quante ragazze non possono partecipare a viaggi di studio o proseguire gli studi all’università perché viene fatto loro espresso divieto dai fidanzati loro coetanei, quanti libri di letteratura, storia, musica in commercio e adottati nelle scuole non contemplano le donne letterate, di potere, artiste, quante colleghe, ogni giorno, sono costrette a fare i conti con i tempi della famiglia… Per tutte queste ragioni e per moltissime altre ancora è indispensabile fare delle pari opportunità una prassi di vita. E la scuola deve esserne la strada maestra.
La prof.ssa Elisabetta De Falco dell’I.T.C. “Terra di Lavoro” di Caserta riferisce sul lavoro multimediale “Voci di donne” schiave, libere, libertine, inserito nel progetto P.O. “Le ragioni delle donne” realizzato dalle classi III, IV e V F dell’Istituto vincitore del I° Premio al Festival Video della IV Settimana dello Studente. Il CD è il risultato di un percorso letterario e artistico che partendo da C.Goldoni fino ad arrivare a F.Rame vede, attraverso pezzi di prosa recitati dalle ragazze, un confronto
Edited by: ilforumdellescuole at: 12/9/02 3:56:50 am
parte III
Sintesi dibattito 04.06.2002 Caserta parte III
Si passa poi agli interventi esperienziali nel campo della formazione e dell’educazione operanti sul territorio.
Suor Rita Giarretta, Casa Rut “Insieme per liberare la speranza”, Suore Orsoline di Caserta parla di come la comunità che opera a Caserta dal 1995, fedele alla sua missione specifica e in risposta alle provocazioni e alle sfide che la storia oggi ci pone,ha attivato un servizio di accoglienza "Casa Rut" (articolato in strutture di 1^ e di 2^ accoglienza con una disponibilità di 15/16 posti letto) per donne straniere, sole o con figli, che vivono gravi situazioni di difficoltà e/o sfruttamento in seguito al ripugnante fenomeno della 'tratta di esseri umani' che riduce in schiavitù tante donne e bambine/i stranieri provenienti dai paesi poveri in particolare dall'Est Europa e dall'Africa. Il servizio di accoglienza, che realizza percorsi di protezione e di accompagnamento personalizzato: umano?psicologico, sanitario, scolastico, legale, professionale e sociale, tende ad offrire a ciascuna giovane accolta pari opportunità per una concreto ed effettivo percorso di inclusione sociale sia nel nostro territorio che, in maggioranza, in altre parti d'Italia, particolarmente nel Nord, dove ci sono maggiori e diversificate opportunità di lavoro in regola con giusta retribuzione. L'accoglienza è solo un aspetto dell’ impegno della comunità che tende continuamente a coinvolgere il territorio attraverso un lavoro di rete e in rete e nel realizzare una costante attività di informazione, sensibilizzazione e formazione sia in ambito locale che nazionale.
La suora crede che la lotta al 'traffico di esseri?umani' che rende oggi, nel 3° millennio, tante donne e bambini stranieri in condizione di schiavitù è anzittutto una sfida educativa e culturale anche e soprattutto per quanto riguarda il versante della domanda e cioè il cliente (circa 9 milioni).
Ritiene infatti indispensabile incidere a livello culturale affinchè il rispetto della diversità e il riconoscimento dei diritti e della dignità di ogni persona diventino fondamento del nostro essere e del nostro vivere civile.Di fronte a questo grave fenomeno che, come donne e non solo, ci indigna profondamente sarebbe un comportamento da ipocriti e da irresponsabili pensare di risolverlo rimuovendo tale fenomeno dalla nostra vista e relegando le “vittime", donne e minori stranieri, in appartamenti protetti o nei cosidetti eros center.L’ impegno assiduo e appassionato della comunità è sul fronte dell'accoglienza, della giustizia e della difesa dei diritti umani credendo che, con l’impegno consapevole e responsabile di tutti, scuola compresa, “ insieme è possibile liberare la speranza" restituendo a queste donne e ai minori la loro dignità di persone, la loro vera immagine di figli di Dio.
La dott.ssa Francesca Borruso rappresentantente dell’Associazione Spazio Donna rende noto che Spazio Donna di Caserta opera sul territorio grazie al contributo di volontari, con il centro di ascolto “Telefono rosa” e con il centro di accoglienza e ospitalità per donne in difficoltà e per i loro figli minori, chiamato Nidorosa. Scopo dell’associazione è la costruzione di un percorso formativo che abbia come obiettivo la presa di coscienza da parte della donna della sua condizione esistenziale e delle difficoltà e dei limiti che impediscono la realizzazione di una riprogettazione esistenziale dove l’autonomia e le scelte consapevoli e non etero-imposte abbiano cittadinanza.Tra i metodi utilizzati in questo progetto di cambiamento spiccano i metodi narrativi. Infatti, ricomporre i frammenti della propria storia di vita consente al soggetto di ricostruire la propria storia e identità individuale grazie alla c.d. “bilocazione cognitiva” che lo porta a separare il sé che si racconta dal sé che ha vissuto. Mentre il soggetto racconta la propria vicenda, nella somiglianza e dissomiglianza rispetto ad altre analoghe storie, il suo romanzo evidenzia anche una trama (un’identità) tutt’altro che risolta. Il lavoro di gruppo consiste nella paziente opera di ricostruzione di questa narrazione in collaborazione con colei o colui che si raccontano. L’operatore attraverso l’ascolto della narrazione, sollecita la nascita o la rinascita dei molteplici sé di chi gli sta dinanzi, il quale raccontandosi, vivrà un’esperienza autoconoscitiva particolare, perché senza avvedersene, andrà parlando dei molti sé di cui è un inconsapevole autore: il sé della memoria, il sé della ricerca delle condizioni materiali di sopravvivenza, il sé delle manifestazioni più banali e quotidiane, il sé delle sue credenze e incertezze, con i figli, col marito maltrattante , il sé alla ricerca di un sé.E’ importante che l’operatore in ascolto dell’altro, riesca ad ascoltare profondamente l’altro, decentrandosi, mettendosi fra parentesi, in epochè come diceva Husserl, in ascolto antropologico dell’altro.
Lo spazio del racconto è l’unico, il più vero ed affettivo luogo pedagogico di apprendimento dove si sperimenta libertà, conoscenza di sé e degli altri, memoria per se stessi e per il gruppo, possibilità di sognare e progettare il cambiamento:la parola diventa azione, azione educativa.
La prof.ssa Giuseppina Parillo, docente dell’Istituto Autonomo Comprensivo di Bellona ha preso la parola per riferire brevemente sul progetto "Una scuola differente per educare alla relazionalità" destinato agli alunni e alle alunne delle classi seconde della scuola elementare di Bellona (realizzato in orario curriculare, utilizzando la quota del 15% di flessibilità del monte orario disciplinare, nei mesi Marzo/Aprile/Maggio) ed inoltre per avere confronti e suggerimenti.
Il progetto è nato dalla consapevolezza che il processo di trasformazione dei ruoli sessuali non può non riguardare gli obiettivi di formazione della personalità dei soggetti che portano nella scuola le loro differenze tra cui, quella di genere,appare come originaria.Le attività realizzate hanno cercato di evidenziare l'importanza della valorizzazione della differenza di genere, intesa non solo come differenza tra le altre differenze, ma come punto ineludibile del processo di formazione della personalità infantile prima e poi adulta. Tra le attività proposte è risultato di rilevante importanza il lavoro di scrittura, finalizzato ad acquisire e ad analizzare gli elementi di grammatica "sessuata" relativi al genere dei nomi e al plurale delle parole. Lavorando con il plurale in presenza di parole maschili e femminili e concordando al "maschile" le docenti coinvolte nel progetto hanno provato a spingere la riflessione, per trovare una o più risposte che giustificassero l'uso della "regola".
Anche nell'incontro seminariale il riferimento alla grammatica e alla lingua parlata ha immediatamente aperto una discussione sull'importanza del linguaggio inteso come veicolo di cultura e, dunque, di potere. L'obiettivo di realizzare una piena "cittadinanza femminile" accanto a quella maschile passa,quindi, attraverso le maglie di un codice linguistico che necessita di essere indagato e forzato a "parlare" di una cultura femminile che vuole diventare visibile e far sentire la sua voce.
La prof.ssa Nadia Verdile, componente del Comitato Tecnico Scientifico per le Pari Opportunità del CSA di Caserta e una rappresentanza di allieve/i della II A Sperimentale dell’Istituto Statale d’Arte “San Leucio” hanno illustrato il lavoro interdisciplinare “Le ragioni delle donne” esprimendo il loro interesse nell’aver realizzato un progetto che ha avuto lo scopo di coinvolgere, attraverso le varie discipline curricolari e i laboratori pomeridiani, le studentesse e gli studenti dell’istituto, partendo da un excursus nella storia femminile nei secoli per giungere ad un più approfondito studio della storia delle donne nel corso del secolo che è appena trascorso.La prof.ssa Nadia Verdile ritiene indispensabile elaborare progetti sulle P.O. per dare l’opportunità alle ragazze/i di confrontarsi tra di loro su tematiche date per scontate e che sono invece, per molti giovani e tanti adulti, ancora tabù. Quante ragazze non possono partecipare a viaggi di studio o proseguire gli studi all’università perché viene fatto loro espresso divieto dai fidanzati loro coetanei, quanti libri di letteratura, storia, musica in commercio e adottati nelle scuole non contemplano le donne letterate, di potere, artiste, quante colleghe, ogni giorno, sono costrette a fare i conti con i tempi della famiglia… Per tutte queste ragioni e per moltissime altre ancora è indispensabile fare delle pari opportunità una prassi di vita. E la scuola deve esserne la strada maestra.
La prof.ssa Elisabetta De Falco dell’I.T.C. “Terra di Lavoro” di Caserta riferisce sul lavoro multimediale “Voci di donne” schiave, libere, libertine, inserito nel progetto P.O. “Le ragioni delle donne” realizzato dalle classi III, IV e V F dell’Istituto vincitore del I° Premio al Festival Video della IV Settimana dello Studente. Il CD è il risultato di un percorso letterario e artistico che partendo da C.Goldoni fino ad arrivare a F.Rame vede, attraverso pezzi di prosa recitati dalle ragazze, un confronto sull’ emancipazione femminile anche in termini giuridici, con lo scorrere sulle immagini di donne schiave, libere e libertine degli articoli della Costituzione e delle leggi varate dal ’75 a oggi.
La condizione femminile
Oggi la condizione delle donne non è tanto grave come quella passata, però ugualmente si nota, in alcune famiglie, la diversità tra moglie e marito: l’allevamento dei figli , a volte, è affidato interamente alle madri, mentre spetta ai padri prendere le decisioni più importanti riguardo alla vita dei figli. Secondo me, anche nello sport si nota la diversità tra uomo e donna, perché in tv trasmettono esclusivamente sport maschile, mandando in onda quello femminile solo nelle occasioni più rare. Inoltre tutti possono notare che nella storia dell’umanità si parla solo di eroi al maschile, se si tralasciano le eccezioni di Giuseppina Bonaparte, Giovanna D’Arco e poche altre. Comunque la donna, lottando, ha ottenuto molto dalla vita: prima non poteva lavorare fuori casa, non poteva partecipare alla vita politica, non poteva decidere della propria vita sentimentale, ecc.; invece ora, facendosi strada a “gomitate” e lottando, è emersa nella società e, se si pensa alle guerre che ha sostenuto, si può dire che ha lottato più duramente degli uomini che hanno partecipato alle guerre mondiali, perché queste sono durate solo per pochi anni, la donna, invece, ha combattuto una vita intera.
Antonella 3 A
Leonardo 2 A Roccaromana
Unregistered User
(1/15/03 4:00 am) Reply
Donna e lavoro a Roccaromana
Donna e lavoro a Roccaromana
Da sempre si discute se sia meglio che la donna lavori oppure no . In passato le donne a Roccaromana lavoravano moltissimo perché oltre a fare le faccende domestiche avevano anche il lavoro nelle campagne che le impegnavano per tutta la giornata. Per me una donna che lavora assume un ’ importanza notevole. Il lavoro fa crescere sia a livello colturale che economico .Nel mio paese non è molto difficile trovare un lavoro per una donna . Esistono a Roccaromana due tipi di occupazione femminile. Alcune lavorano in proprio ( negozi, commercianti, commesse) e altre , la maggioranza per la verità, che lavorano negi uffici (comune, ambulatori, poste) .
Il lavoro della donna fa’ crescere il paese, e spero che in futuro le possibilità di lavoro siano in continua crescita, senza però dimenticare la famiglia che assume anche un ruolo importante
Leonardo Di Nardo
landogiu
Unregistered User
(9/24/03 11:23 pm) Reply
Suor Rita Giarretta e il nuovo schiavismo
Con non tanto stupore, solo che non me lo aspettavo, su Rai Uno nella trasmisione di Alba D' Eusanio, "Punto e a capo" sto osservando Suor Rita. La prima volta che la vidi fu quando lavoravo in radio e facemmo un'inchiesta sulla prostituzione. La sede di Casa Rut è al C.so Trieste a Caserta, all'interno di una casa normale, in una strada normale incontrai questa persona che sembrava normale, ma che vi posso assicurare è un gigante. Affrontando mille pericoli, questa sorella è scesa nelle strade ed ha iniziato a strappare le prostitute di colore alla camorra. E la camorra si sa non perdona. Suor Rita ora non scende piu' in strada. Troppo pericoloso per lei. Ma le sue sorelle sono ancora lì in prima linea. Una brutta storia, piena di patti morali, di riti woodoo, ragazze terrorizzate che Suor Rita cerca di liberare. La loro cultura non ritiene possibile che in Italia il rito woodoo non conta niente. In loro aiuto Suor Rita offre la religione, un altro rito che con l' esempio della sua vita dimostra essere piu' forte del rito woodoo. Suor Rita offre loro un'altra moralità, offre loro un lavoro, offre la libertà. Queste ragazze sono schiave, tenute al laccio col terrore, con la tortura e se non rispettano le regole...la loro vita conta mendo di zero. In Corso Trieste c'è una sorta di Forte Apache, dove queste ragazze possono finalmente trovare un po' di pace.
landogiu
Unregistered User
(9/24/03 11:26 pm) Reply
Forte Apache
Forte Apache
Ho appena finito di vedere la trasmissione e vorrei aggiungere delle altre cose. La definizione di "Forte" non è mai stata piu' azzeccata. Seguendola in diretta mi sono ricordato delle considerazioni che Suor Rita mi aveva riferito qualche anno prima. Uno dei suoi piu' grossi rammarichi era che Caserta non offrisse granchè per il recupero di queste ragazze. Ma questa era una ragione in piu' per costruire la sua roccaforte qui. Da quell' avamposto "prelevava" nel vero senso della parola le ragazze e creava loro un'altra vita , un'altra identità in un'altra città. Purtroppo per noi prevalentemente al nord. E questo è nè piu' ne' meno quello che ha fatto nella trasmissione della D' Eusanio. E' riuscita a trovare la solidarietà del Comune di Torino ed ha "liberato" un'altra delle sue ragazze.
Per quanto riguarda poi l'altro caso presentato sempre nel corso della trasmissione, e cioè l'innamoramento di un cliente ... Suor Rita era fermamente contraria. Queste storie erano sempre brevi , dei fuochi di paglia che non avrebbero risolto una volta per tutte la situazione della "schiava". La strategia di Suor Rita è ricostruire prima di tutto la personalità di questa "vittima della srada", crearle un futuro certo. E spesso questo futuro Suor Rita lo trovava fuori dai confini della mia città.
Un saluto
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