Anna Angelone
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(11/22/03 2:32 am) Reply
Eugenie Grandet
Questo romanzo è stato scritto da Honorè de Balzac e parla di Eugenie Grandet figlia di un ex bottegaio di provincia . La giovane Eugenie era molto bella e dolce e viveva nella casa dove il padre, avarissimo, la costringeva a restare in casa. La limitava anche nell'accensione del caminetto, anche nei mesi invernali, ma nonostante questo era circondata dall' affetto della madre, una debole creatura rassegnata ... e dalla fedele domestica Nannina. Eugenie era anche al centro degli interessi di alcune famiglie della piccola città di Saumur: i Cruchot che volevano farle sposare il figlio presidente e i Des Grassin che volevano farle sposare il figlio duca Adolfo per impadronirsi dell'eredità di papa Grandet . Il giorno del compleanno di Eugenie giunse a Parigi Carlo , il figlio di un fratello dei Grandet ; Carlo chiese aiuto allo zio per andare a cercar fortuna nelle Indie. Ma lo zio non l'aiutò a causa della sua avarizia. intanto Eugenie si era innamorata del cugino e il cugino di lei. Allora Eugenie diede al cugino tutto il denaro che gli serviva per farlo partire per le Indie. Il signor Grandet, quando scoprì che Eugenia aveva dato il denaro a Carlo la punì severamente e la chiuse in camera tenendola sequestrata. Dopo un pò di tempo morirono sia il padre che la madre di Eugenie. Il padre lasciò la sua eredità a sua figlia dicendole che ne dovrà tenere conto laggiù. Intanto Eugenie aspettava il ritorno del cugino. Quest' ultimo le scrive una lettera ringraziandola per avergli prestato il denaro . grazie a quel denaro aveva potuto sposare la signorina D' Aubrion . Eugeniè rimase malissimo nell'apprendere quella notizia e dopo un pò di tempo si sposò con il Presidente che morì 8 giorni dopo essere eletto deputato. Eugenie rimase di nuovo sola ma aveva ancora l'affetto della sua cara domestica nannina. Conclusione: nell'opera di balzac, molto spesso la bontà d'animo nonviene ricompensata, premiando invece le persone piu' scaltre
ThebestofIIE
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(11/27/03 2:50 am) Reply
IO NON HO PAURA
Io non ho paura.
Questo libro, di Niccolò Ammaniti (Einaudi 2001), racconta la storia di un bambino di nove anni, Michele, che in un giorno come un altro nelle scorribande con gli amici, scopre un segreto… un segreto che altera la sua quasi monotona infanzia.
Michele è in possesso di questo segreto e non può nemmeno raccontarlo; si trova di fronte ad una realtà terribile che non può cambiare.
Michele scopre un bambino, di nome Filippo, dentro una fossa al buio, tutto rinsecchito, che sembra morto, si fa coraggio e cerca di aiutarlo portandogli del cibo e dandogli anche un sostegno morale.
Poi gli si rivela una realtà dura e sconvolgente.
Capisce che quel bambino era stato messo lì da suo padre e da altre persone, ma nonostante tutto continua a vedere Filippo.
Michele si confida con Salvatore perché crede che egli sia il suo migliore amico, ma viene tradito; infatti, Salvatore racconta l’orrendo segreto ad una persona colpevole di aver rinchiuso Filippo dentro al buco. A Michele viene vietato di andare a vedere Filippo ma lui non riesce a convivere con questa schifosa realtà e cerca di liberare Filippo.
“Io non ho paura”, ambientato nell’estate del 1978, alterna una doppia storia: quella vista con gli occhi e l’animo di Michele e quella vista con gli occhi degli adulti. Alterna fasi tranquille a fasi paurose. Mostra il rapporto tra genitore-figlio, i rapporti infantili e quelli tra grandi; racconta il rischio più estremo e allo stesso tempo la voglia di sfidarlo.
Michele è costretto ad abbandonare la sua infanzia, in modo brusco, e lo fa acquistando coraggio per inoltrarsi nella vita adulta.
Da questa conclusione possiamo dedurre che molte volte vale la pena rischiare per salvare la vita altrui, come Michele riesce a salvare Filippo.
Da questo libro, il regista premio Oscar Gabriele Salvatores ha tratto un film.
(Maria Grazia Liberto, II E SPP, Niscemi)
ThebestofIIE
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(11/27/03 2:59 am) Reply
IO NON HO PAURA
Io non ho paura
Io non ho paura è un libro scritto da Nicolò Ammaniti nel 2001. Il protagonista della vicenda è Michele Amitrano , che ha 9 anni. La voce narrante è quella del piccolo Michele. Michele casualmente trova un buco che nasconde un segreto che gli farà attraversare la linea sottile che sta tra l’età dei giochi e l’età adulta. Lì dentro trova un ragazzino suo coetaneo, Filippo.
Tra di loro nasce una certa intesa ,una grande amicizia, che, quando viene scoperta verrà spezzata perché il padre gli vieterà di vederlo. Dopo tante sofferenze da parte del nostro eroe il romanzo sfocia in un finale piuttosto insolito ed imprevedibile.
Il piccolo Michele si può paragonare al giovane Holden, perché tutti e due si ritrovano ad affrontare dei problemi, anche se ben diversi, che li faranno crescere e che provengono da un mondo degli adulti spesso falso e violento.
“Io non ho paura” mi ha fatto vedere più chiaramente cosa è disposta a fare la gente pur di fare soldi, persino esercitare una violenza barbara nei confronti di un bambino indifeso. Infatti, come si può vedere nel libro, Filippo viene preso in ostaggio per il riscatto da un’intera comunità, che così diventa simbolo del male di tutta la società in cui viviamo.
(Giada Cicero, II E SPP, Niscemi)
Marina Di Cerbo
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(11/28/03 1:10 am) Reply
Gli "Americani" di Ràbbato
Siamo due allieve della 3 A di Baia e Latina e vorremmo segnalarVi questo libro. L' autore è Luigi Capuana. Si parla di due fratelli Stefano e Santi che vedendo sempre i "rabbatani", cioè gli abitanti di Rabbato, che tornavano dall' America arricchiti decisero un giorno di partire e tentare la fortuna. Il nonno Lamanna ipoteca tutto l'ipotecabile per consentire la partenza dei suoi nipoti. Una volta giunti in America i due fratelli prendono due strade completamente diverse: Santi prende la strada del lavoro (non a caso si chiama Santi) mentre Stefano prende la strada della malavita. Quando Santi mandava le lettere al fratello Menu (Filomeno) , alla mamma e al nonno ( restati in Italia) non parlava mai di Stefano. Ma scrivendo tutte cose belle, convinse suo malgrado , anche Menu a imbarcarsi. Dopo un anno , Menu e Santi
ritornano. A tutti raccontano che Stefano era rimasto per tentare ancora fortuna e tra un anno sarebbe ritornato. Invece non era vero: era in galera per rissa. Questo testo ci ha insegnato che non è tutto oro quello che luccica. Il miraggio della fortuna in America è rimasto un miraggio e la favola di Cenerentola questa volta non si è avverata.
Marina e Antonella Carfora 3 A Baia
1C di Luserna San Giovanni
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(11/28/03 4:58 am) Reply
L'incredibile storia di Lavinia
Sono Cristina M. e frequento la 1°C della Scuola Media Statale a Luserna San Giovanni (To).
Volevo parlarvi del libro di B. Pitzorno “L’incredibile storia di Lavinia”( pagg. 12 che a me è piaciuto molto…
La storia racconta di una bambina, Lavinia appunto, che se ne stava sul marciapiede della strada a vendere fiammiferi.
Era la vigilia di Natale, per le strade passava la gente con tanti pacchi per fare i regali.
Quando le persone passavano e si inciampavano nei suoi piedi, dicevano brutte parole.
Lavinia era stufa delle prepotenze degli adulti e voleva vendicarsi.
Un giorno arrivò un taxi con una fata che le regalò un anello con il quale poteva trasformare tutto in …cacca!
Andò subito da un negoziante che vendeva scarpe e si guadagnò un bel paio di stivali, poi una camera in un albergo…
1B di Luserna San Giovanni
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(11/28/03 5:20 am) Reply
Harry Potter e la camera dei segreti
Sono Massimiliano M., frequento la 1°B della Scuola Media di Luserna San Giovanni,in provincia di Torino, e mi piacciono molto i libri di Harry Potter.
Vi voglio parlare di “Harry Potter e la camera dei segreti” di J.K. Rowling ( Salami Editore, pagg. 307)
Harry Potter, prima di andare al secondo anno ad Hogwarts, viene invitato dal suo amico Ron a casa sua e decidono di andare a Digon Alley dove incontrano Gilderoy Allock.
Dopo varie vicissitudini ed una automobile volante, riescono ad arrivare a scuola.
Durante il corso dell’anno scolastico, alcuni alunni vengono pietrificati dal Basilisco, il re dei serpenti. Harry, Hermione e Ron decidono di fare qualche cosa per sconfiggere il serpente, rompere l’incantesimo ed entrare nella camera dei segreti…
Adele Berardi
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(11/29/03 2:09 am) Reply
Il quarto segreto di Andrea Camilleri
Salve a tutti , siamo Anna Angelone, Adele e Antonio della 3 A di Baia e Latina vi vogliamo proporre questo libro di Andrea Camilleri. Personaggio principale: il mitico Montalbano , il commissario di polizia reso ancor piu' celebre dalla serie televisiva che ha avuto il beneplacito dello stesso Camilleri. Un giorno al commissariato arriva una lettera anonima: "Un uomo verrà ucciso". Di lì a poco un muratore albanese muore cadendo da un'impalcatura, un "Incidente" da attribuirsi alla malavita. Le indagini mettono in luce elementi pubblici e privati della vita di paese. Sono coinvolti mafiosi e uomini politici . Alla fine il colpevole verrà scoperto, secondo i canoni del piu' classico dei gialli, tracce, indizi, interrogatori, inseguimenti etc etc., ma la parte interessante del libro è proprio questo connubio tra mafia e politica, connubio che in Sicilia, ma anche nel resto del mondo ha portato ad omicidi "eccellenti", stragi e chi piu' ne ha piu' ne metta.
Loredana Mone
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(11/29/03 5:01 am) Reply
Magia d'amore
Sono Loredana Mone della classe IB di Baia e Latina e ho letto un libro intitolato "Magia d'amore", di Paola Mion, editore Malipiero, adatto alla fascia adolescenziale, che mi è piaciuto talmente tanto che volevo consigliare. La protagonista di questo libro si chiama Marina, ed è una ragazza molto speciale, così come lo sono i suoi amici preferiti, Sandro e Nicola. Entrambi, contemporaneamente, si innamorano della ragazza... Si susseguono vari avvenimenti molto avvincenti...
Ma la forza dell'amore li aiuterà inaspettatamente.
Loredana Mone
Annalisa Guido
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(12/2/03 2:18 am) Reply
Viaggio al centro della terra
Sono un'allieva della 2 B della scuola media di Riardo. L' autore è Jules Verne . I personagg principali: il prof. Linderbrook , il nipote Axel e la guida Hans . Luogo: Penisola scandinava . Periodo: 1800.
Trama: Alcuni studiosi salgono sul vulcano Sneffers e dal cratere si calano per tentare di arrivare al centro della terra. Lungo il tragitto trovano una miniera di carbone , una foresta di funghi giganti e persino una scala scolpita nella roccia. Hans riesce a trovare picchettando sulla roccia un torrente al quale viene dato il nome di "Hans". Il finale ... lo lascio alla vostra lettura. Mi ha interessato molto qeusta "sete" di sapere che a volte spinge gli uomini a fare delle cose che gli uomini "normali" tra virgolette considerano folli. Ma senza quella follia non si sarebbero effettuate delle scoperte fondamentali per migliorare la qualità della vita dell'uomo
Luigi Esercito
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(12/2/03 4:00 am) Reply
La musica del diavolo
Ciao, sono Luigi della IB della scuola media "Don Bosco" di Baia e Latina. Sono un accanito lettore, ho letto molti libri e vorrei consigliarvene qualcuno.
Prima di tutto, ci tengo a dire che i più interessanti sono quelli della collana "Disney Avventura", quali "La musica del diavolo", "Una notte troppo nera", "Doppio clic", "La cubista scomparsa"...
Un libro imperdibile, per tutti quelli che si vogliono fare quattro risate, è sicuramente "Ispettore Bomb, il caso è risotto", dove uno stravagante investigatore si confronta con "furti e misteri" davvero spassosi.
Vorrei invece sconsigliare il libro "Cuore di ciccia" di Susanna Tamaro, dove viene utilizzato, a mio parere, un linguaggio troppo infantile.
Buona lettura, a presto! Luigi
Federico Menichetti
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(12/2/03 4:30 am) Reply
La cubista scomparsa
Ehi, ragazzi! Come va? ...
Sono Federico della IB della scuola media di Baia e Latina. Da buon intenditore di libri gialli per ragazzi, assolutamente da non perdere è "La cubista scomparsa" di Paola Mordiglia della collana Disney Avventura.
Topolino, ancora una volta protagonista, deve risolvere il mistero che avvolge Martina, la cubista scomparsa.
Vi auguro una piacevole lettura.
Ciaooooooooooooooooo...!!!!!!!!!
Federico
1C di Luserna San Giovanni
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(12/15/03 5:59 am) Reply
TREMATE!
Mi chiamo Federico U.M. e frequento la 1°C della Scuola Media di Luserna San Giovanni (TO).
Vorrei parlarvi di:
Titolo: TREMATE! Di R.L. Stine
Casa editrice: MONDADORI
Pagine: 140
Capitoli: 29
Personaggi principali: due ragazzi dodicenni.
Due ragazzi, uno di nome Connor ed una di nome Emily ad un mercatino di antiquariato acquistarono un mazzo di carte ed appena aprirono la scatola furono attratti da quelle carte.Non avevano idea di quanto potesse diventare reale e di quanto fosse pericoloso…
Queste carte raffiguravano cavalieri, gnomi e draghi inferociti, uomini tarchiati con facce simili a quelle di maiali.
Vi immaginereste se queste carte prendessero vita?
Nel loro caso successe proprio così, questi mostri distrussero tutto finchè i due, unendo le forze, riuscirono a rinchiuderli nelle carte.
COMMENTO:mi è piaciuto questo libro perché l’autore ad un punto della storia dava la possibilità ai lettori di finire la storia e mi è sembrata un’idea molto originale.
1C di Luserna San Giovanni
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(12/17/03 6:25 am) Reply
L'hai voluta la casa Stilton?
Sono Anfasse B. e frequento la Scuola Media a Luserna San Giovanni...
Vi voglio parlare del libro...
Autore:GERONIMO STILTON
Casa editrice:BATTELLO A VAPORE
Pagine:118
Capitoli:27
Era da tanto tempo che sognavo una vacanza.
Un giorno mentre andavo al lavoro passai all’agenzia di viaggio “AL TOPO VIAGGIATORE”.Appena volevo entrare nell’ agenzia, passò mio cugino Trappola che mi disse:-Ti ho mai dato un consiglio sbagliato?-e aggiunse-Te proprio di viaggi non ci capisci niente- Allora poi mi accompagnò all’agenzia di viaggi”TI FIDI O NON TI FIDI?” E mi fece entrare. Dentro c’era TRUFFALDO TRUFFALDINI il proprietario dell’agenzia,che disse a Trappola:-Che cosa vuoi amichetto?- disse,e mio cugino rispose:-Sto cercando una vacanza per mio cugino Geronimo,e aggiunse-Guarda che lui può pagare qualsiasi prezzo,tanto…-e io aggiunsi:-Sto cercando una vacanza di una settimana-E il proprietario dell’ agenzia mi disse:-L’ho subito trovata!-e io dissi:-Guarda che non mi chiamo Gerottimo!-.Allora Truffaldo disse:-Guarda che devi partire tra poco-e mi cugino aggiunse:-Andiamo all’aeroporto l’aereo sta per partire adesso-. E io dissi:-E le valige?-E Truffaldino disse- Gerottimo devi solamente portare:lo spazzolino,il dentifricio e il costume da bagno- Arrivato a PUERETO CARTOCIO arrivò un signore che mi disse, che dovevo farmi 18 Km con un carretto per arrivare all’albergo. Appena arrivato avevo fatto una doccia e avevo mangiato,poi andai a dormire. Arrivate le 6 del mattino mi svegliarono ed il proprietario dell’albergo mi disse, che mi aspettavano diverse tappe.Dopo due giorni dovevo ritornare a Topazia, per poi parlare con il proprietario dell’ agenzia. Arrivato a casa sono andato da Tea mia sorella e gli ho raccontato tutto quello che mi era successo, e si mise a ridere e anch’io perché ho pensato che tutto quello che ho fatto mi faceva molto ridere!
A me, questa storia piace molto perché fa molto ridere!
Classe 1C Luserna San Giovanni
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(1/6/04 2:41 am) Reply
LE DISAVVENTURE DI PAPERAMSES
Sono Massimo della Scuola Media Statale di Lucerna San Giovanni (TO) e desidero parlarvi di questo libro che mi è piaciuto molto…
Autore : Walt Disney
Casa editrice : Mondadori
Numero pagine : 445 pagine
Numero capitoli : 10 capitoli
Trama
“…Stavo andando al deposito quando sentimmo delle grida , entrammo di corsa e vedemmo che gli affari di zio Paperone non andavano niente bene.
Difatti aveva tanti conti da pagare .
Allora andammo alla reggia per vedere chi riuscirà a costruire la sua piramide così ad ogni mattonella il re pagava 30 dollari in oro .
Allora la sorte mi diede una opportunità… Mi misi subito al lavoro ma sapevo che Rocherduch avrebbe mandato i Bassotti per distruggere la mia piramide.
Difatti, mentre stavano costruendo la piramide, io nascondevo il tesoro del faraone dentro la piramide che è stata costruita dentro una grande roccia .
Poi andammo a catturare i Bassotti dove c'è la piramide perchè pensavano che ci fosse il tesoro e allora vennero arrestati e mandati in galera .
Allora tornammo di nuovo al deposito e zio Paperone era molto felice perchè almeno il faraone gli aveva pagato tutti i debiti senza spendere un soldo …”
Personaggi principali : zio Paperone , Paperino , Qui , Quo , Qua , i Bassotti , ecc…
Commento
Questo libro mi è piaciuto molto perchè è molto istruttivo per i bambini che non sanno leggere.
1C di Luserna San Giovanni
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(1/8/04 11:59 pm) Reply
BAMBINA AFFITTASI
Sono Francesca e frequento la 1C della Scuola Media di Luserna San Giovanni.
Oggi vi parlerò del libro di J. Wilson “Bambina in affitto”
( Casa Editrice Salani)
Questo libro parla di una bambina che si trova in un istituto. La bambina si chiama Tracy e sta cercando una buona mamma che l’adotti.
Tracy ha 10 anni ed è molto sfacciata ed anche un po’ dispettosa, ma simpatica.
Questa bambina è stata già adottata da molte famiglie, ma nessuna di quelle era quella giusta.
Tracy è controllata da Elaine, la sua assistente, mentre la sua migliore amica è Justine. La sua peggior nemica è, invece, Lousie che è una ragazzina presuntuosa e vanitosa. I dispetti sono, così, all’ordine del giorno…
Finalmente Tracy incontra una scrittrice che la porta in un sacco di posti e, finalmente, l’adotta…
Lieto fine, insomma…
Angelone Anna
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(1/10/04 2:23 am) Reply
Madame Bovary
Questo romanzo è stato scritto da Gustave Flaubert e racconta la vita di Emma Rauault (il vero cognome di Emma). Giovane di provincia si innamora del Dr. Bovary. Si sposano. Lui vedovo benestante l'ama profondamente , ma...c'è sempre un ma...Emma presto si stanca del marito. Si annoia, non le piace la vita che conduce e si intristisce. Per combattere la noia imbastisce una relazione con un bell’ imbusto del paese, Rodolfo, che però presto la abbandona. Tout de suite Emma si fa un altro amante Lèon…ma sempre tout de suite…lui , piu’ annoiato di lei…la lascia. Stanca di tutti questi insuccessi sentimentali, Emma si impone di ricominciare con il marito. Dapprima vuole avere a tutti i costi un figlio maschio, che purtroppo non nascerà. Al suo posto nascerà una bella bambina. Ambiziosa, propone al marito di operare uno zoppo. Il successo di tale intervento avrebbe aumentato la fama del già bravo dottore e con la fama sarebbero aumentati anche i soldi. Ma il marito è contrario . l’intervento potrebbe anche non riuscire e il paziente potrebbe anche non camminare piu’. Questo episodio riaccese i contrasti tra Emma e il marito. Emma, che non voleva rinunciare al suo tenore di vita elevato, si indebita con un usuraio. Quando si tratta di saldare i debiti, Emma non puo’ farlo e l’usuraio le propone di diventare la sua amante. Emma non resiste. Non vedendo altra via di uscita si suicida. E qui comincia una vera e propria strage. Il marito la seguirà da lì a poco . Il dolore è troppo forte per lui. Berta, la bambina, viene mandata dalla nonna. La nonna muore e la piccola Berta viene presa da una zia che essendo povera la manda a guadagnarsi la vita in una filanda di cotone. L’autore con la stesura di questo romanzo ha segnato una svolta decisiva nella storia della letteratura francese e di tutta la narrativa dell’ 800. Segna il passaggio dal romanticismo al naturalismo. E’ stato uno dei primi a scrivere un romanzo “reale”, sembra una storia vera, di quelle che si leggevano sui neonati giornali di cronaca. Per noi il romanzo è stato molto significativo perché abbiamo riconosciuto i turbamenti interiori di una donna. Il mondo dei sentimenti risulta sicuramente piu’ ricco di un conto in banca ben fornito.
TheBestofIIIE
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(1/11/04 1:50 am) Reply
Il "Critone" di Platone
Liceo socio-psico-pedagogico
L. Da Vinci Niscemi
Classe III E
Alunne: Claudia Meli, Anna Maria Valenti
Il Critone
Aristocle, passato alla posterità col soprannome di Platone, è uno dei pensatori più interessanti e geniali della filosofia occidentale.
Pur essendo un autore di circa 2400 anni fa, egli affronta problemi che possiamo accomunare a quelli dei giorni nostri: la sua è un’epoca di passaggio tra oralità e scrittura e lui è il primo ad affrontare questo problema. Nonostante Platone sia un autore che cerca di spiegare la realtà sotto un aspetto razionale, nella sua poetica è presente “Il Mito”, questa può sembrare una contraddizione, ma non è così, infatti secondo l’ideologia di Platone il Mito è qualcosa a parte. Con la fantasia si può spiegare la realtà stessa: con il Mito quindi si può carpire la verità assoluta. Platone oltre ad essere un grande filosofo è anche un grande autore e contrariamente a quanto è capitato alla maggior parte degli scrittori antichi, le cui opere sono andate irrimediabilmente perdute, quelle di Platone sono giunte tutte fino a noi. Il corpus consta dell’Apologia di Socrate, tredici lettere, le definizioni, trentadue epigrammi e 34 dialoghi. Ci siamo chiesti come mai Platone si serva del dialogo per narrare. Perché Platone preferisce narrare servendosi del dialogo è facile intuirlo: il dialogo presenta parecchi vantaggi, tra i quali la possibilità di interloquire e di modulare il discorso in base a chi ci si rivolge; un libro, invece, si presenta statico e non consente un dibattito e può finire nelle mani di persone che potrebbero fraintenderlo.
Egli fu discepolo del celebre Socrate e visse in prima persona l’ingiusta condanna del maestro (della quale parla soprattutto nell’Apologia). Nasce proprio da questa esperienza la filosofia platonica. Rimase profondamente deluso dalla politica: delusione e sfiducia gli procurò soprattutto la condanna a morte di Socrate. Fu proprio dopo la morte di quest’ultimo che Platone intraprese molti viaggi, sia perché l’aria di Atene era diventata irrespirabile per i seguaci del maestro Socrate, sia perché, come dice un antico scrittore, "era necessario che egli viaggiasse tanto affinché tutto il pensiero del mondo si raccogliesse nella sua mente". L’ulisseide Platone, dopo numerosi viaggi compiuti con lo scopo di estendere il suo pensiero politico alle altre culture, seguiti da alcuni insuccessi, ritornò ad Atene dove nel 387 a.C. fondò la celebre scuola che avendo sede nel ginnasio dedicato all’eroe Academo, fu detta Accademia. Questa era una scuola caratterizzata da una grande libertà spirituale e da un più grande amore di ricerca.
Adesso passiamo alla rassegna di uno dei suoi dialoghi più importanti. Il tema della condanna di Socrate viene affrontato nel Critone, dialogo che prende il nome da Critone, un agiato ateniese coetaneo di Socrate e, come dice Senofonte, suo discepolo devotissimo.
Il Critone in breve
Socrate, accusato di corruzione della gioventù e di mancato rispetto verso la religione tradizionale, è da circa un mese in carcere dove attende serenamente la morte, e Critone, suo fedele amico, vi si reca e lo trova che ancora dorme placidamente. Quando Socrate si risveglia e chiede all’amico perché sia venuto a trovarlo, quest’ultimo risponde che è portatore di tristi notizie poiché sta per arrivare da Delo la nave sacra. Socrate è tranquillo anche perché pensa che la sua ora non sia ancora giunta poiché ha fatto un sogno nel quale una bella e maestosa donna biancovestita gli ha predetto che la sua morte sarebbe avvenuta il terzo giorno. Critone, sicuro dell’innocenza dell’amico, lo esorta a fuggire dicendogli che egli stesso e i suoi amici sono disposti a versare una cifra considerevole affinché la fuga si attui. Socrate è assolutamente contrario alla fuga: egli infatti dichiara di volersi sottomettere alla sentenza, seppure ingiusta, del tribunale della sua città, per obbedire alle leggi di Atene. Critone, allora, gli dice che se non vuole fuggire per il bene di se stesso deve farlo quanto meno per il bene dei suoi figli che vivrebbero di sicuro male senza un padre. Socrate risponde che è vero che i suoi figli non avrebbero una vita ancora facile senza di lui ma condurrebbero una vita ancora peggiore se lui andasse contro tutto ciò che ha sempre insegnato. La vita di un uomo per Socrate deve essere coerente con le sue dottrine: la legge non va violata in nessun caso; egli ha sempre rispettato le leggi e non vuole violarle proprio ora: è ormai vecchio e trasgredire le leggi dopo aver condotto una vita corretta, il tutto per vivere solo i pochi anni di vita che gli resterebbero, sarebbe un’assurdità, un'incoerenza. Socrate fa l’esempio di un uomo che fa ginnastica: quest’ultimo non terrà in considerazione le lodi o i rimproveri dei molti, ma si preoccuperà solo del parere di una persona, ma capace, giacchè è il suo maestro. Con questo vuol far capire all’amico che non bisogna tenere conto delle persone stolte, ma delle persone sagge, che prima di pensare per il bene di se stessi pensano per il bene degli altri. Critone allora cerca di persuadere l’amico dicendogli che gli uomini sono capaci di compiere i più grandi mali. A questa accusa Socrate risponde che questo non è vero, e che se così fosse sarebbe un bene per l’umanità poichè gli uomini sarebbero capaci di compiere anche i più grandi beni, mentre per adesso, egli dice, non sono in grado di fare né l’uno né l’altro, ma si comportano a seconda di ciò che la vita gli pone innanzi. Inoltre dice di non potere fuggire anche per un motivo più “futile”, infatti ovunque andasse dopo la fuga potrebbe trovare persone ostili, o che si comporterebbero da amici in un primo momento, ma se lui un giorno assumesse un comportamento ostile ai loro occhi, questi gli si rivolterebbero contro, quindi lui dovrebbe vivere da “servo”, attento a comportarsi in modo da non far scaturire la loro ira, e non potrebbe tanto meno fare i discorsi che ha sempre fatto sulla giustizia e la virtù giacchè lui sarebbe il primo a contrariare questi insegnamenti. Il tema centrale dell’opera rimane comunque il dibattito sulle leggi, ovvero se sia giusto seguirla in ogni caso: per Critone non è così, per Socrate invece sì, da questo scaturisce un acceso dibattito. Socrate paragona le leggi e la patria ai genitori, dice infatti che se ci ribelliamo alle leggi che governano e reggono la nostra vita dovremmo comportarci allo stesso modo con i nostri genitori quando questi ci fanno soffrire perché svolgono da sempre queste stesse funzioni. Socrate in un secondo momento attraverso la personificazione delle leggi immagina di parlare direttamente con loro: le leggi ricordano a Socrate che loro lo hanno sempre accudito e protetto; rispettando loro si traggono solo dei benefici; esortano Socrate a non cedere, ma a tenere saldi i suoi ideali perché gli ricordano che loro sono giuste, è il modo in cui gli uomini le interpretano che è sbagliato, quindi non vale la pena fuggire, anche perché “ le sorelle leggi dell’Ade” non apprezzerebbero questo comportamento. Convinto dal discorso delle leggi, Socrate fa capire a Critone che non c’è altro che lui possa dire per fargli cambiare idea, e quest’ultimo, arresosi, lascia l’amico al suo destino.
Perché leggere il Critone?
Il Critone è uno dei dialoghi più interessanti di Platone. In esso, infatti, è presente una tale vivacità drammatica, che lo rende una delle più vive ed ammirate tra le sue opere. Noi che abbiamo letto il Critone siamo concordi nell’affermare che è capace di coinvolgere chiunque lo legga, perché sono descritti in modo chiaro ed esplicito i motivi per cui un grande uomo di somma saggezza abbia deciso di percorrere la strada più ardua e non quella più facile della fuga. Di sicuro se proiettiamo la vicenda di Socrate ai nostri giorni, il suo comportamento ci sembrerà azzardato, perché ora come ora lo Stato è visto in funzione dell’individuo e non viceversa. Non era così nell’antica pòlis, in cui il sacrifico di un individuo si giustificava per mantenere intatta l’onorabilità del “tutto”. Il Critone ci aiuta comunque a comprendere bene le leggi e anche se ci sembrerà paradossale, è molto simile alla situazione odierna: un uomo che si comporta secondo la legge vivrà una vita più “genuina” e tranquilla di quella di uno che vive violandole. Il Critone è una grande opera e merita senz’altro di essere letto almeno una volta nella vita.
Classe 1C Luserna San Giovanni
Unregistered User
(1/19/04 8:23 am) Reply
Nonna fantasma ed altri racconti
Sono Tazio e frequento la prima media.
desidero parlarvi di...
"Nonna fantasma"
Autore: R. L. Stine
Casa editrice: Mondatori
N. pagine: 40
N. capitoli: 10
Personaggi principali: Nonna Daver, Kelly, Jaff.
Questa storia parla di una famiglia ed una nonna di nome Daver che un giorno morì, e da quel giorno ci fu sempre il suo fantasma nella casa a dar fastidio.
Una sera il nipote Jeff non riuscì a dormire perché la nonna ululava di continuo. La mattina Jeff scese a fare colazione e la nonna era nell’ aria che volteggiava con un occhio insanguinato che penzolava e un dente solo nella bocca.
Oggi è il compleanno di Kelly e tutte le sue amiche arrivarono a casa sua con i regali. Mentre mangiavano la torta arrivò nonna Daver a spaventare tutte le invitate e tutti gli amici della nonna rimasero nella loro casa fino alla morte di tutta la famiglia.
Giudizio personale: mi è piaciuto molto perché è un racconto horror molto intrigante e perché ha pochi personaggi.
Sebastiano DAchille
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(1/20/04 2:03 pm) Reply
Come smettere di farsi le seghe mentali ....
...e godersi la vita.
E' il titolo di un libro di tal Giulio Cesare Giacobbe (laurea in filosofia e in psicologia, docente di fondamenti delle discipline psicologiche orientali presso la facolta di Genova), di cui vi riporto un brano:
"Capitolo secondo
Delle seghe mentali
Definizioni
Cominciamo con il chiarire una cosa:farsi le seghe mentali è una cosa del tutto naturale. Non sei un/a mostro o un deficiente, se te le fai. Se le fanno tutti.
Gli scienziati hanno la convinzione che per conoscere una cosa bisogna definirla (ma come se la cavano con mia cugina Caterina?).Al lettore colto (ma i lettori colti, lo leggeranno questo libro?) non dispiacerà quindi una definizione scientifica della sega mentale.
Dicesi “sega mentale” il pensare a cose che non hanno attinenza con la realtà.
A te sembrerà da questa definizione che allora le seghe tu non te le fai mai.
Questo tuo pensiero è un esempio tipico di sega mentale.
Tutto sta nella definizione di realtà, naturalmente. La mia definizione di realtà è l’unica reale,come può confermare un qualsiasi contadino della bassa padana.
La realtà è il nostro corpo e l’ambiente fisico che ci circonda
La trovi un po’ materialista? Ebbene, sì. Ma che c’è di male nel materialismo, visto che è reale.[…]
I nevrotici (isterici,nevrastenici, ansiosi, depressi,schizoidi, paranoici…), ossia tutti gli altri sono irrecuperabilmente convinti che la realtà stia dentro la loro testa. C’è di che spararsi. E infatti molti lo fanno. Ma questo non basta a pareggiare le due categorie. I nevrotici, purtroppo, sono sempre la stragrande maggioranza.
La sega mentale benefica
Non tutte le seghe mentali sono malefiche:vi sono anche seghe mentali benefiche.
Se sei invitato a una festa in una trincea del Carso e ti accorgi che intorno furoreggia la Prima guerra mondiale, che non vengono distribuiti i tramezzini, che il Martini sa di fango e dopo un po’ scopri anche che hai fame, freddo e una paura sfottuta di essere centrato in mezzo agli occhi da un cecchino austro-ungarico (che contrariamente al suo nome ci vede benissimo), mentre il padrone di casa insiste che tu rimanga almeno fino al prossimo anno cosa fai tu per abbassare la tensione che rischia di spaccarti in due? Pensi a tua moglie (nuda) e ai tuoi bambini (vestiti) che ti aspettano a casa con le braccine tese, se sei un lui. Oppure a tuo marito (vestito) e ai tuoi bambini (nudi) (chissà perché le donne fanno sempre tutto alla rovescia?) che ti aspettano sempre a casa con le braccine tese, se sei una lei (ma poi quante probabilità ha una donna di trovarsi in trincea del Carso con intorno la Prima guerra mondiale? Altro che pari opportunità!) E questo pensiero ti dà sollievo, ti dà un passeggero benessere. Certo è una sega mentale. Non c’è dubbio.Ma ti dà piacere, quindi è benefica.
Per cui stabiliamo le definizione:
la sega mentale che dà piacere è benefica..
Un tipo di sega mentale benefica è il pensiero creativo.
L’arte, la scienza, la filosofia sono tutte seghe mentali benefiche.
Il mondo reale non ti piace?
Te ne inventi uno nel quale ci sta da papa.
Certo, inutile negarcelo, sono tutte fughe dalla realtà.
Ma sono bellissime.
Ci fanno godere, ci fanno stare bene, ci danno sollievo.
E quindi sono, per noi, benefiche.
Attenzione, però. Le seghe mentali sono come i funghi:quelli velenosi uccidono; quelli non velenosi se ingeriti in grande quantità fanno venire mal di pancia.
Che dire di uno che si perde nella sua fantasia (sia essa bellissima arte, ingegnosa scienza o profonda filosofia) e si estrania dal mondo che lo circonda? Che differenza c’è con un drogato?
Certo, è bellissimo. Ma poi non ti stupire se un bel giorno ti ritrovi separato, con i figli che devi andare con la loro fotografia in tasca per ricordarti come sono fatti, senza un ostraccio di amico, con l’alito cattivo, una vita sessuale da fare schifo, e per giunta stitico. "
1C di Luserna San Giovanni TO
Unregistered User
(1/21/04 6:23 am) Reply
Un libro...gioco.
Sono Matteo, ho 11 anni, frequento la 1C della Scuola Media Statale di Luserna San Giovanni e vi parlo di:
"Negli abissi di Kaltelland"
Questo è un libro gioco, un libro in cui la storia te la scegli da solo, ad esempio: Se vuoi girare a destra. Vai al 251
Se vuoi girare a sinistra. Vai al 172
Il libro inizia con spiegarti che sei un maestro di arti Ramastan e come si gioca.
Nella prima pagina sono andato nei ghiacciai con la slitta ma sono caduto in una fossa, ma per fortuna mi sono salvato.
Ho ammazzato dei guerrieri e sono finito in un labirinto di grotte. In quel labirinto ho trovato un drago, l'ho battuto e poi ho sfidato il cattivo della storia ed insieme a un uomo che ho salvato prima l’ ho distrutto.
In questo libro ho barato... qualche volta.
Il libro mi è piaciuto perché la storia te la scegli da solo.